Quanta polvere e quanto discutere negli ultimi giorni sulle nuove frontiere della droga.
Praticamente alcuni giornali (ho letto qualcosa su Jack di luglio, ma ne parlavano anche dei quotidiani) hanno pubblicato degli articoli sul fenomeno i-doser, un sito (uno dei tanti) che dichiara di vendere musica capace di alterare la percezione di chi la ascolta, simulando gli effetti di svariati tipi di droghe, leggere o pesanti.
Di certo tra qualche tempo i telegiornali sciacalleranno un po' sulla notizia, seminando il panico in ogni genitore che vede sui figlio ridere mentre ascolta musica sul lettore mp3.
Fermo restando che:
1) non è dimostrato che la cosa funzioni
2) probabilmente fa meno male della droga vera
3) costa e costerà di meno
4) tutta la musica altera le emozioni
A che pro gridare "al lupo" senza avere certezze pur di fare lo scoop della settimana?
Non so rispondere a questa domanda, magari serve un giornalista.
Comunque questa faccenda mi ricorda molto un romanzò di Neal Stephenson, Snow Crash, in cui, attraverso la visione immagini particolari mandavano il tilt il cervello di chi viaggiava nel Metaverso (un futuristico, ma non troppo, Second Life).
Penso che alcuni suoni siano davvero in grado di trasmettere impulsi specifici alla mente umana. Pensate ai gessi sulla lavagna, alle urla della suocera, al cinguettio degli uccelli... ma non è forse una pratica ben consolidata quella di usare la musica per stimolare determinati impulsi?
Musica per la meditazione, venduta in ogni edicola. Musica da discoteca per liberare gli istinti più animaleschi (non se ne abbiano i discotecari, ma la mia impressione è questa), musica sacra per aiutare la contemplazione...
... anzi, sai che c'è... continuate a parlarne tutti, create il fenomeno, spingete effetto placebo ed auto suggestione per tutti!
Invece che drogarvi, scaricate mp3, che ci si guadagna!
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