La sentenza che ha condannato Carlo Ruta per stampa clandestina è una schifezza italiana.
Innanzitutto è ridicolo che a decidere cosa sia "stampa clandestina" ed a regolamentare l'informazione in genere sia una legge del 1948.
La cosa più scandalosa è che, spulciando la Waybackmachine di Archive.org in una data a caso, si può tranquillamente verificare che nel blog di Carlo Ruta la quotidianità (sì, proprio quella per cui è stato accusato dalla sentenza) non c'è! Avete capito bene cosa ho detto?
Ad esempio nell'estate 2004 le date dei post erano le seguenti:
- 19 luglio
- 14 luglio
- 19 giugno
- giugno 2004 (post senza data)
- 4 post senza data
- 9 maggio
- 4 gennaio
Il punto non è il contenuto, ma visto tutta questa mobilitazione politica per far chiudere tale blog non posso dubitare della sua autenticità e scomodità.
Vi rendete conto che chiunque di noi scriva su un sito personale (diciamo un blog) con una frequenza maggiore di quella sopra citata, se dovesse incontrare nella sua strada il bravo giudice di Catania Patricia di Marco, che applica una legge del 1948 alla lettera riferendosi ad un blog, verrebbe condannato per stampa clandestina.
Certo se i nostri blog non parlano di mafia in sicilia abbiamo molte meno possibilità di attirare l'attenzione.
Cito l'art. 16 della legge 47:
Chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall'art. 5, è punito con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a lire 500.000.
La stessa pena si applica a chiunque pubblica uno stampato non periodico, dal quale non risulti il nome dell'editore né quello dello stampatore o nel quale questi siano indicati in modo non conforme al vero.
La tecnologia cresce in modo esponenziale, troppo velocemente per alcuni uomini che vivono (e moriranno) in un'anacronismo che salverà il loro orgoglio dall'umiliazione; la legge, e soprattutto quella Italiana, è così lenta che assolutamente non riflette e non difende i cittadini. Chi decide in uno stato democratico se una legge è giusta? Se la maggioranza dei cittadini decide che una legge non va bene... perché non si cambia?