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	<title>Filosofia informatica &#187; Cucina e ricette</title>
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		<title>Patatine fritte in stile fast food!</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 11:42:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Sarnari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina e ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[Non mangerò più patatine al Mc. Non mangerò più patatine al Mc. Non mangerò più patatine al Mc. Non mangerò più patatine al Mc. Non mangerò più patatine al Mc. Non mangerò più patatine al Mc. Non mangerò più patatine al Mc. Non mangerò più patatine al Mc. Non mangerò più patatine al Mc. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non mangerò più patatine al Mc. Non mangerò più patatine al Mc.<br /> Non mangerò più patatine al Mc. Non mangerò più patatine al Mc.<br /> Non mangerò più patatine al Mc. Non mangerò più patatine al Mc.<br /> Non mangerò più patatine al Mc. Non mangerò più patatine al Mc.<br /> Non mangerò più patatine al Mc. Non mangerò più patatine al Mc. </p>
<p> <object height='344' width='425'><param value='http://www.youtube.com/v/pCfHA7AdjIY&amp;hl=it&amp;fs=1' name='movie' /><param value='true' name='allowFullScreen' /><embed height='344' width='425' allowfullscreen='true' type='application/x-shockwave-flash' src='http://www.youtube.com/v/pCfHA7AdjIY&amp;hl=it&amp;fs=1'></embed></object></p>
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		<title>Assenzio: conoscerlo, gustarlo, distinguerlo</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Aug 2007 09:32:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Sarnari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina e ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[Preso tra studio e lavoro, in questo lunedì pomeriggio sulla scrivania, l&#8217;unica mia consolazione è un bel bicchiere di fata verde, quindi mi rilasso un po&#8217; parlando di questa bevanda del passato. 
 L&#8217;Assenzio Grazie ai trattati di Schengen del 1999, che rendono legale la commercializzazione di qualunque prodotto legalmente fabbricato in uno stato europeo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Preso tra studio e lavoro, in questo lunedì pomeriggio sulla scrivania, l&#8217;unica mia consolazione è un bel bicchiere di fata verde, quindi mi rilasso un po&#8217; parlando di questa bevanda del passato. </em></p>
<p> <font color='#339966'><strong><img width='250' height='344' align='right' src='/wp-content/uploads/assenzio.jpg' alt='' />L&#8217;Assenzio</strong></font><br /> Grazie ai trattati di Schengen del 1999, che rendono legale la commercializzazione di qualunque prodotto legalmente fabbricato in uno stato europeo in ogni altro paese membro della UE, l<strong>&#8216;assenzio è tornato nei nostri bicchieri</strong> (in maniera legale), ma andiamo un po&#8217; indietro nel tempo&#8230;<br /> </a><br /> Agli inizi del XIX secolo l&#8217;assenzio più che come liquore era ancora usato come sciroppo medicinale e come disinfettante; bisognerà aspettare fino alla fine del secolo perchè trovasse il suo vero posto negli scaffali dei caffé parigini.</p>
<p> Un bel giorno infatti qualcuno scoprì che, se miscelato con acqua fresca, veniva esaltato il sapore di alcuni suoi ingredienti non sono solubili come l&#8217;anice e l&#8217;anice stellato; l&#8217;assenzio divenne così un liquore a basso prezzo, perfetto per i bassifondi di parigi che pullulavano di artisti alla ricerca della giusta &quot;ispirazione&quot;.</p>
<p> Nel 1915, in seguito a forti polemiche sull&#8217;alto contenuto di tujone (sostanza allucinogena contenuta nell&#8217;artemisia) nell&#8217;assenzio, questo divenne illegale in Francia ed in molti altri paesi, fino ai citati trattati di Schengen.<br /> E&#8217; vero che contiene un&#8217; alta quantità di tujone, ma soltanto <strong>la dose di tujone presente in tre litri di assenzio</strong> può causare allucinazioni, crisi epilettiche o morte. Un po&#8217; improbabile reggere così tanto.</p>
<p> <strong><font color='#339966'>Come gustarlo<br /> </font></strong><font color='#000000'>L&#8217;immagine dell&#8217;assenzio gustato con <strong>una zolletta di zucchero che brucia, intrisa di laudano</strong> (come ci insegna Johnny Depp in &quot;From Hell: la vera storia di Jack lo squartatore&quot;) <strong>è un falso storico</strong>, ed ora vi spiego il perchè.<br /> Nella <em>&quot;belle epoque</em>&quot; si cercava di raddolcire sempre tutti i cibi, da qui la zolletta di zucchero, che però non veniva bruciata, riguardo il laudano poi, c&#8217;era gente che lo metteva anche nel caffè la mattina, non è quindi da escludere che qualcuno lo mettesse anche nell&#8217;assenzio, ma le cose non sono assolutamente collegate.<br /> Il modo tradizionale per gustarlo è quindi di <strong>servirlo con acqua fredda in rapporto a 1:3</strong> (un terzo di assenzio e due terzi d&#8217;acqua).</p>
<p> <font color='#339966'><strong>Come riconoscerlo</strong></font><br /> Oggi sono moltissimi gli assenzi che vengono distillati e si spacciano per la &quot;ricetta originale&quot;, ma la realtà è sempre distante dalla pubblicità.<br /> L&#8217;assenzio di una volta non esiste quasi più, le fabbriche hanno chiuso, le ricette sono state modificate dai metodi di produzione moderni</font><font color='#000000'> e molto più economici </font><font color='#000000'>(anche se alcuni vantano gli strumenti originali).<br /> Ci sono però alcuni piccoli accorgimenti che possono aiutarci a riconoscere un buon assenzio da uno che non lo è:</p>
<p> 1) leggere la bottiglia; <strong>l&#8217;assenzio è un distillato</strong>, non un &quot;liquore a base di&quot;;<br /> 2) sempre nell&#8217;etichetta leggete gli ingredienti, l&#8217;<strong>anice e l&#8217;artemisia sono indispensabili</strong>, l&#8217;anice stellato e la liquirizia sono facoltativi e in origine poco usati;<br /> 3) quando ci versate l&#8217;acqua si deve formare una <strong>nuvoletta bianca</strong>, la cosiddetta <em>louche</em>, diventata famosa come <em>fée verte</em> (fata verde);<br /> 4) deve avere una gradazione tra 45&deg; e 75&deg;, quella milgiore secondo me è di 68&deg;;<br /> 5) <strong>il colore</strong> non deve essere troppo &quot;innaturale&quot;, va dal verde al giallo paglierino;<br /> 6) non si deve sentire troppo l&#8217;anice o qualche altro ingrediente;<br /> 7) l&#8217;assenzio veramente buono <strong>costa</strong>, se è economico, allora utilizzano metodi di produzione moderni, se costa meno di una quarantina di euro, lasciate stare.</p>
<p> Tra le ditte migliori che producono assenzio posso citare <a href='http://www.absintheonline.com/acatalog/Jade.html'>Jade</a>, <a href='http://www.absinthe-montmartre.com/'>Montmartre</a> e <a href='http://www.lafeeabsinthe.com/'>La Fée</a> (il mio preferito).</p>
<p> Ci sarebbero molte più cose da dire sull&#8217;argomento, magari ne parleremo più avanti.<br /> </font></p>
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		<title>Salsa guacamole</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2007 00:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Sarnari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina e ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[A grande richiesta, dopo averla sfoggiata alla cena di fine MarCamp, eccovi la ricetta della salsa Guacamole. Ma prima un po&#8217; di nozioni fondamentali sulla sua di storia: innanzitutto si tratta di una salsa di avocado di antichissime origini. La sua ricetta è tramandata fin dal tempo degli Aztechi, il suo nome deriva da AhuacamOlli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A grande richiesta, dopo averla sfoggiata alla cena di fine MarCamp, eccovi la ricetta della salsa Guacamole.<br /> Ma prima un po&#8217; di nozioni fondamentali sulla sua di storia:<br /> innanzitutto si tratta di una salsa di avocado di antichissime origini. La sua ricetta è tramandata fin dal tempo degli Aztechi, il suo nome deriva da <strong>AhuacamOlli</strong>, ( ovvero &quot;Ahuacatl&quot;, che sarebbe il nome azteco dell&#8217;avocado, trasformato nel messicano aguacates, e &quot;molli&quot;, che significa salsa).<br /> Ne esistono varie versioni, ma la ricetta orgininale, comprendeva soltanto purea di avocado, succo di lime e sale.<br /> </a><br /> <img width='250' height='193' align='right' alt='salsa guacamole' src='/wp-content/uploads/salsa_guacamole.jpg' />La soluzione ottimale che ho sperimentato è questa (ingredienti per 4/5 persone):<br /> 1 avocado maturo (deve essere un po&#8217; molle, più o meno la stessa consistenza di una prugna non matura)<br /> 1/4 di cipolla di media grandezza<br /> il succo di 1/2 lime<br /> 1/2 peperoncino <font size='-1'>Jalape&ntilde;o (quelli verdi messicani, rarissimi)<br /> sale, pepe e peperoncino q.b.</p>
<p> Iniziamo con lo sminuzzare la cipolla ed il peperoncino </font><font size='-1'>Jalape&ntilde;o in parti molto sottili, mettiamo il preparato da parte.<br /> Sbucciamo l&#8217;avocado e tagliamolo in pezzetti di circa un centimetro di lato, mettiamoli in un recipiente ed iniziamo a schiacciarli <strong>con una forchetta in modo da creare una pasta omogenea</strong> (è possibile anche frullarli, ma sembra che perda parte del sapore, quindi ve lo sconsiglio).<br /> Una volta che l&#8217;avocado si è ridotto ad una poltiglia verde chiaro (come da foto), aggiungiamo e mescoliamo l </font><font size='-1'>Jalape&ntilde;o e la cipolla sminuzzati e mescoliamo per bene.<br /> Aggiungete il succo di 1/2 lime, sale e pepe (non siate tirchi, tanto il loro sapore sarà oscurato dal lime).<br /> Ora in base al vostro gusto continuate a mescolare aggiungendo del peperoncino in polvere, <strong>fino a raggiungere la vostra soglia di sopportazione o quella che pensate possano avere i vostri ospiti</strong>.</p>
<p> Consiglio: l<strong>a salsa di avocado tende a creare una patina più scura sulla superfice, per evitarlo basta mettere il seme dell&#8217;avocado al centro del piatto</strong> (funge anche da elemento decorativo) e coprire con una pellicola trasparente fino a quando non verrà servita (in questo modo inizia ad annerirsi dopo circa tre ore, ricordate che la sola patina non basta ad evitare questo effetto).<br /> Se aspettate troppo e si annerisce basta rimuovere con una forchetta lo strato superiore o mescolare tutto in modo da mischiarlo di nuovo (il sapore non cambia).</p>
<p> Servite con nachos o tortillas, ma anche con un po&#8217; di pane fa la sua figura.<br /> Buon appetito.<br /> </font></p>
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