31 luglio 2008Hacker inglese nei guai

Il povero Gary McKinnon sembra sarà estradato negli Stati Uniti per quel piccolo pasticcio combinato nel 2001, quando per cercare le prove dell’esistenza delgi alieni penetro con un modem a 56k nella rete della NASA, dove riuscì a penetrare in 97 computer, causando un blackout di 24 ore in tutta la rete militare del distretto di Washington.

Al momento il governo americano ha richiesto 1.750.000 dollari di risarcimento (circa 1.122.000 euro), oltre a settanta anni di detenzione.

In casi simili la detenzione ed il risarcimento si sono trasformati, grazie alla formula "meglio come amico che come nemico" , in opportunità di lavoro per NSA (National Security Agency).

La Corte Suprema britannica ha stabilito che "la più colossale intrusione informatica compiuta dei sistemi della difesa americana", è una patata troppo bollente da tenersi in casa, così Gary verrà presto impacchettato e spedito alle vecchie colonie.

Capro espiatorio o no, il caro Gary, uno dei 250.000 hacker che sono riusciti ad entrare negli ultimi anni all’intrno della rete militare statunitense, sarà un monito o uno stimolo per gli altri cracker del mondo?

Un altro punto da chiarire è che stando alle sue dichiarazioni, quelle di aver trovato dichiarazioni di figure di spicco di NASA e Pentagono che confermavano l’esistenza di tecnologia ottenuta dagli extra-terrestri… ma per sapere se è vero dovremmo chiederlo al Pentagono,

la verità è la dentro.

.

Nessun commento a “Hacker inglese nei guai”

  1. 3d

    4 agosto 2008, 01:34

    ma infine ha scoperto qualcosa? ;)

  2. Sergio

    5 agosto 2008, 01:42

    Sì, ma era sotto effetto di alcolici e droga, quindi non ricorda bene cosa.
    (così dice lui)

Lascia un commento