Da ieri è finalmente stato ripristinato Open directory Project gli editori possono tornare ad editare ma alcuni dati sono andati comunque perduti.
Il crash ha reso inaccessibile il pannello editori, il suggerimento di nuovi siti e la richiesta di diventare editore.
Nel messaggio dello staff si legge questo:
Anche se ora è possibile accedere al pannello ed editare come prima, non è stato possibile recuperare completamente i dati, nonostante gli sforzi di tutto lo staff. Il lato pubblico è intatto, ma sfortunatamente sono andati persi numerosi dati legati all'attività di editing, come note editori e siti in attesa. I nostri programmatori continueranno a lavorare al ripristino del sistema anche durante questo primo periodo di ritorno alle nostre attività.
Questa lunga sparizione di Dmoz (dal 20 ottobre al 18 dicembre), ha suscitato molte domande tra i SEO di mezzo mondo, prima tra tutte: "qual'è la reale efficacia di Dmoz nel posizionamento di un sito?".
Le directory "old style" sono in declino, si affaccia il web 2.0, il social bookmarking sta prendendo sempre più piede... quanta vità avrà ancora un dinosauro come Dmoz?
Secondo me la risposta è la stessa di qualche tempo fa: il peso di Dmoz è ancora molto forte, se google ha scelto ODP come fonte per la sua directory, probabilmente il Trustrank di ODP nel futuro sarà ancora uno tra i più alti della rete, inoltre il vero potere sta proprio nella condivisione in vero stile 2.0 dei suoi contenuti.
Esistono centinaia di siti che duplicano i dati (tutti o in parte) del vecchio dinosauro, per questo l'inserimento in dmoz comporta di conseguenza la creazione non solo di un backlink forte, ma anche di centinaia e centinaia di BL più deboli, il cui effetto non potrà sicuramente essere negativo.
L'evoluzione futura, come ho già detto, dipende molto dai motori di ricerca, ma questo residuato del jurassico ha in serbo sicuramente molte sorprese.
Insomma, bentornato Dmoz!!
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