21 luglio 2008Favorevole alle olimpiadi

Da un viaggio fatto in cina proprio un anno fa, ho scoperto alcune verità inquietanti sul paese di Pechino 2008, sulla sua repressione e sul perché le olimpiadi vanno fatte, e guardate attentamente.

La guida turistica che ci accompagnava era alle dipendenze del "China National Tourist Office", un ente nazionale che si occupa di dare le giuste informazioni ai turisti, diciamo l’equivalente del nostro ENIT.

Un ragazzo cortesissimo, giovane e competente, che però non ha fatto che parlare della "sua" Cina, proprio come gli hanno detto di fare.
Qualche piccola lamentela usciva, subito accompagnata da un "…forse questo non dovevo dirlo", o da qualche frase simile.

Si potrebbe scrivere un intero dossier sulle poche cose che si scoprono girando per sole due settimane, ma voglio dare un po’ di attenzione soltanto a questo:

– la politica del figlio unico: fuori dalla Cina è considerata una soppressione dei diritti umani, ma c’è solo un’idea nebbiosa di come funziona davvero e di come è nata. Nel 1979 Deng Xiao Ping, successore di Mao, per evitare che la sovrappopolazione portasse ad un freno dell’economia (in quel periodo la popolazione aumentava di 30.000.000 di persone ogni anno) attua un procedimento che vieta alle donne di avere più di un figlio: pena la soppressione dei figli in eccesso.
Ovviamente non se ne è saputo niente per un po’, ma con il tempo anche la Cina ha cambiato politica, nel ’90 finalmente ha deciso di non sopprimere più i figli in eccesso (con un po’ di conti, vediamo che sono stati uccisi in undici anni, tra aborti ed omicidi veri e propri, circa 330.000.000 neonati, al quale va sottratto il reale aumento della popolazione dal ’79 ad oggi).

Ad oggi, a quanto spiegatomi dalla guida cinese (e detto nelle sue parti omesse dalla guida italiana), per avere un figlio è necessario richiedere un apposito permesso all’ufficio competente del proprio comune, una volta ottenuta l’autorizzazione si può procedere alla fertilizzazione della propria compagna. Il permesso è concesso solo una volta per famiglia, ed in caso di figlio non autorizzato, uno dei due genitori viene licenziato dal suo impiego (ovviamente statale), mentre alla coppia arriva una multa al di sopra delle loro capacità economiche… a meno che non procedano con l’aborto.

In tutto questo la cosa che mi ha fatto drizzare i peli è stata una frase della guida stessa (che ha la mia età): la mia generazione non conosce il significato della parola "fratello". Inquietante.

Postilla: siccome la cina rispetta le minoranze etniche… i tibetani non devono sottostare a questa limitazione; per tibetani si intendono i cittadini cinesi che vanno ad abitare in Tibet (questo per trasformare ancora più in minoranza la vera etnia tibetana).

Ora torniamo al perché bisogna guardare le olimpiadi…

Un numero di giornalisti che la Cina non ha mai ammesso tutti assieme sarà lì. Ad attendere un errore. Non che io lodi particolarmente lo sciacallaggio di emozioni forti di cui siamo testimoni ultimamente in TV, ma almeno laggiù è fatto per una buona causa.
Le olimpiadi di quest’anno non sono un’opportunità per gli atleti, ma per i cinesi, ed abbiamo il dovere di sostenerle.

6 commenti a “Favorevole alle olimpiadi”

  1. Francesca

    21 luglio 2008, 06:21

    Terrificante la frase “la mia generazione non conosce il significato della parola fratello”. Purtroppo è così: una mia amica è stata in Cina per molto tempo, e dai suoi racconti emerge un quadro sconosciuto e, sotto certi aspetti, quasi spaventoso. Come dici tu le olimpiadi sono un’opportunità per i cinesi, ma secondo me lo sono anche per noi, per il nostro mondo, che per varie ragioni dimostra una notevole ignoranza sulla realtà cinese. Che dici, confidiamo in qualche giornalista illuminato e desideroso di fare informazione, quella vera?

  2. Sergio

    21 luglio 2008, 08:27

    Speriamo };)
    Io qualcuno ne conosco, ma non credo andrà a Pechino per quest’anno.

  3. quilly

    23 luglio 2008, 02:43

    Pensandoci bene ciò che dice Sergio è vero.
    Guardiamo le Olimpiadi, sperando che ci siano gesti dimostrativi da parte degli atleti e boicottiamo gli sponsor olimpici.

  4. Tommaso Sorchiotti

    6 agosto 2008, 05:45

    L’occasione è quella che hanno perso in tutti questi anni le istituzioni politiche. Un errore in quel contesto non credo cambierà molto. I cinesi e i tibetani prima ancora hanno bisogno di strumenti concreti per far valere i diritti politici. Ma fin quando la paura di mettersi contro la Cina impedirà qualsiasi azione radicale, temo che saranno poche le possibilità concrete.

  5. Sergio

    7 agosto 2008, 12:38

    Si sta parlando di Cina più adesso che in qualsiasi altro momento storico, ogni giorno c’è una nuova notizia, nuove proteste, nuovi arresti.

    Se la gente vuole continuare a tenere gli occhi chiusi lo può fare, ma ora sarà più difficile.
    Se davvero nessuno si porrà un solo problema, vorrà dire che le cose vano davvero storte.

  6. l0v3r

    8 agosto 2008, 11:01

    “Se davvero nessuno si porrà un solo problema, vorrà dire che le cose vano davvero storte.”

    Troppi interessi per “porsi problemi”… non vorrai mica mettere a rischio tutte le produzioni spostate in Cina (a costi bassissimi grazie allo schiavismo)!

    Naturalmente l’esclamazione è ironica :) … anche se c’è poco di ironico in questa realtà.

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